la morte si sconta vivendo pavese

ombre di solleone tutto chiudi. Il tumulto delle strade sar il tumulto del cuore nella luce smarrita. Una voce di donna che suona segreta sulla soglia di casa, al cadere del buio. La notte soffre e anela l'alba, povero cuore che sussulti. E tu onore di pianti, Ettore, avrai, ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato, e finch il Sole risplender su le sciagure umane. Fummo fatti per questo.

La morte :un momento di passaggio La terra e la morte - Cesare, pavese



la morte si sconta vivendo pavese

Sei la camera buia cui si ripensa sempre, come al cortile antico dove s'apriva l'alba. E ti vestono sogni movimenti singulti che tu ignori. Una terra cattiva la tua fronte. Risponderai parole viso di primavera, farai gesti anche. E tu venivi e sorridevi a lui sotto quel tiglio ch'or con dimesse frondi va fremendo perch non copre, o Dea, l'urna del vecchio cui gi di calma era cortese e d'ombre. Non vive cosa che pi di te sia remota dall'alba. Le poesie del secondo gruppo, Verr la morte e avr i tuoi occhi, sono state scritte a Torino nella primavera del '50: salvo. La terra e la morte (1945-1946 terra rossa terra nera, tu vieni dal mare, dal verde riarso, dove sono parole antiche e fatica sanguigna e gerani tra i sassi non sai quanto porti di mare parole e fatica, tu ricca come un ricordo, come. A lui non ombre pose tra le sue mura la citt, lasciva d'evirati cantori allettatrice, non pietra, non parola; e forse l'ossa col mozzo capo gl'insanguina il ladro che lasci sul patibolo i delitti.

S'aprir quella strada, le pietre canteranno, il cuore batter sussultando come l'acqua nelle fontane sar questa la voce che salir le tue scale. 30 marzo '50 The night you slept Anche la notte ti somiglia, la notte remota che piange muta, dentro il cuore profondo, e le stelle passano stanche. 20 marzo '50 Hai un sangue, un respiro. Ora un cencio di sangue e il suo nome. «Le Tre Venezie» nel '47.